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IL BUNKER COME SIMBOLO DELLA GUERRA STATICA di Manlio Lo Presti

Manlio Lo Presti – 19 settembre 2020

In occasione della visita guidata del Bunker Mussolini nel Monte Soratte organizzata dall’Associazione culturale M. Arte di Roma, ho dato seguito alla mia curiosità sul tema del bunker non solo come manufatto edilizio e gli studi per la sua ideazione e progettazione.

Il bunker, voluto da Mussolini per destinarlo a punto di fuga per le alte cariche dello Stato, è un esempio di alta ingegneria militare che si articola in 4 km di gallerie sotto la montagna. Diventa il Comando supremo del Sud delle forze tedesche guidate dal gen. Kesserling.

Nel 1967 iniziarono i lavori per un suo successivo utilizzo come rifugio antiatomico interrotti senza un motivo apparente nel 1972.

Questa realizzazione difensiva di alto valore tecnico ingegneristico e simbolico rappresenta una tappa della paura umana di prevenire attacchi e soprese sgradite e del desiderio di garantirsi una sicurezza duratura e stabile.

Il valore simbolico, storico ed  ingegneristico di questa opera mi ha indotto ad elaborare una serie di brevi considerazioni.

Come ha detto giustamente qualche studioso, la storia umana ha avuto brevissimi periodi di pace, nel senso di assenza di contese armate. Una pace comunque caratterizzata da tensioni sotterranee e da una concorrenza fra popoli, razze, nazioni, aree commerciali. Imperi immensi che nascono e poi si dissolvono per collasso interno riveniente da lotte di potere. Molto su questo hanno detto Tito Livio, Plutarco, Gibbon, Carlyle, Braudel e Spengler, per citare alcuni che mi vengono in mente fra Autori validissimi.

La polemologia è solcata da due linee prevalenti di pensiero che al loro interno sono solcate da infinite varianti metodologiche, storiche e politiche. Parlo della guerra di movimento (con schemi strategici geometrici e poi caotici come le tecniche di guerriglia, guerra sporca, guerra ibrida, guerra asimmetrica, ecc., guerra di sterminio, Blitzkrieg, ecc.). La guerra dinamica presuppone una logistica efficiente che garantisce continuità operativa e, soprattutto, efficacia offensiva e deterrente.

La guerra statica è utilizzata per depotenziare l’onda d’urto del nemico e per consolidare aree occupate con assalti precedenti della guerra di movimento. La caratteristica della guerra statica è la costruzione di strutture edilizie resistenti che prevedono la gestione di conflitti di lunga durata e/o di contenimento.

Tutto ciò premesso, possiamo procedere ad alcune veloci considerazioni storiche.

La grotta è stato il primo elemento di protezione e di difesa. Poi ci sono stati i muri, i terrapieni, i fossati riempiti di lance, di trappole, tagliole, di coccodrilli ed altre simili amenità.

Una forte valenza simbolica ha la Muraglia cinese lunga 21.196 km: un Limes esterno che intende proteggere l’Impero Giallo dalle orde di barbari del mondo esterno, cioè il Limes di romana memoria. È un’impresa titanica che sarà ripetuta nel corso dei secoli, fino ai giorni nostri…

Il muro ricorda il Vallo dell’imperatore Adriano edificato circa nel 128 d. C., LUNGO 120 km e confine con la Caledonia abitata dagli imbattuti PICTI

Impressionanti sono anche le dighe olandesi contro il titanico oceano che viene respinto da una forza inimmaginabile. Le dighe sono la versione pacifica delle mura di cinta.

Nel corso della storia abbiamo le torri saracene di avvistamento nelle coste pugliesi che ricordano molto da vicino la Torre de Belém in Portogallo – Lisbona.

Il Limes esterno è sorvegliato e difeso da castelli e fortificazioni. La loro concentrazione in una zona oggi può sembrare un’attrazione turistica. La loro numerosità era il segno di una continua conflittualità, specialmente nelle “marche” di confine, come ci ricorda il bellissimo romanzo di Buzzati “Il deserto dei Tartari” da cui è stato tratto il film “Fortezza Bastiani”.

Altro esempio letterario-storico-antropologico è il libro “Massa e potere di Elias Canetti. L’Autore afferma che ogni costruzione umana è stata pensata per difendersi dal timore di essere toccati improvvisamente dall’ignoto, dal nemico. La costruzione (ponti, strade, trincee, templi, portoni pesantissimi, gallerie, cripte e anche i bunker) è pensata a scopo protettivo contro i nemici e gli sconosciuti in genere.

Le vie strette nuragiche, i viottoli medievali sono una valida difesa da invasione troppo veloce. Gli invasori sono costretti ad entrare uno per volta e quindi facilmente aggredibili dalle popolazioni. Simile scopo hanno avuto le Termopili e le gallerie labirintiche dei vietcong nella guerra di Indocina prima e contro gli USA, poi.

La linea Maginot è una grande muraglia ex-post che quasi sembra un giocattolo con i suoi “soli” 400 km. Ma mostra il suo totale fallimento contenitivo contro la capacità di movimento delle truppe dell’impero germanico espressa nella dottrina offensiva della blitzkrieg.

La logistica dei bunker ha quindi lo scopo di ritardare l’avanzata dei nemici traducendo la lotta in una guerra statica, di massacro e di logoramento.

Uomini inscatolati sono quelli che operano dentro aerei, carri armati, sottomarini, bunker, rifugi antiatomici.

Esempi di letteratura e di storia possono essere:

La Guerra statica di trincea descritta dal poeta Ungaretti

La battaglia di Poitiers che spegne la potenza d’urto dei nemici dentro una gola rocciosa.

Il Carro armato di Leonardo

Le Fortificazioni di Leonardo

Inoltre, da notare che, nei periodi di crisi politica, sale il numero di richieste di rifugi antiatomici, la versione pacifica del bunker.

Gli umani percorrono le gallerie autostradali, anche sottomarine, le gallerie delle montagne e perfino le autostrade sotto il livello del mare

Nel quartiere ospedaliero di Chicago si può girare senza mai uscire in strada grazie ai corridoi sospesi che collegano moltissimi edifici fra loro.

Tutti questi cenni intendono proporre una riflessione sulla natura umana che, sebbene abbia conquistato e antropizzato l’ambiente circostante, ancora serba timori ancestrali che cerca di sedare con la creazione di tranquillizzanti e, nel contempo, inquietanti strutture di protezione, sia pure con tecnologie più raffinate.

BIBLIOGRAFIA

-         Elias Canetti, Massa e Potere, Adelphi

-         Buzzati, Il deserto dei Tartari, Mondadori

-         Ungaretti, Allegria di naufragi, Mondadori

-         Kafka, Il messaggio per l’imperatore, racconto, Mondadori

-         Pietro C. Marani, L' architettura fortificata negli studi di Leonardo da Vinci, Olschki

-         Jean-Jacques Langendorf, Elogio funebre del generale August-Wilhelm von Lignitz, Adelphi

-         Viktor Segalen, Il mistero del palazzo imperiale, Einaudi

SITOGRAFIA

-         Guerra di movimento e guerra di posizione: https://www.lacittafutura.it/unigramsci/dalla-guerra-di-movimento-alla-guerra-di-trincea

-         Strade medievali: http://stradedelmedioevo.blogspot.com/

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