Intervento del Prof. Vittorio de Pedis – Videoconferenza del 30 aprile 2020

Posted on maggio 6, 2020

Le idee qui sotto suggerite hanno come scopo di facilitare la ripresa economica generale e sono state selezionate in base all’impatto di efficacia e velocità di trasmissione degli impulsi.

Misure, quantunque anche introdotte a fin di bene, come prestiti, garanzie, crediti d’imposta, hanno scarsa efficacia in questa situazione senza precedenti. L’economia nazionale ha bisogno di un elettro-shock per ripartire subito.

Ogni mese di lock-down costa cifre fra 50 e 100 miliardi. L’implosione del PIL, l’impennata della disoccupazione, il balzo dei rapporti deficit/PIL e debito/PIl, debbono essere contrastati immediatamente. Molte realtà produttive chiuderanno per non più riaprire, creando perdite secche all’economia nazionale e causando problemi sociali difficili da gestire, che presumibilmente alimenteranno le diseguaglianze interne al Paese.

Occorre immediatezza ed efficacia, utilizzare ogni arma disponibile, pensarne di nuove, ed immaginare strumenti innovativi ed azioni coraggiose. Il momento delle discontinuità importanti è questo. If not now, then when?

 

PROPOSTE DI POLITICA FISCALE

1. Sospensione immediata e totale, incondizionata di ogni tassa, imposta, bollo, accisa, multa, contributo, iscrizione, affitto (Irpef, Irap, Imu,tari, ecc) fino al 30 giugno 2020. Semplice: due righe.

2. Immediato sostegno alla liquidità alle PMI e Partite IVA con un contributo a fondo perduto (proporzionale al fatturato di dicembre 2019 e collegata alle spese operative) per le imprese; un assegno di sostegno alle famiglie di 1000 euro fino a fine emergenza, per tutte le famiglie di imprenditori, PMI, Partite IVA, negozianti, agricoltori, pescatori, commercianti, ecc., che hanno subito un calo del fatturato. Non prestiti o nuovi debiti, liquidità immediata.

3. Flat tax per tutte le PMI e Partite IVA del 15% fino a 150.000 di fatturato.

4. Abbassare del 50% tutte le aliquote IVA su beni e servizi nazionali ed alzarle su quelli esteri.

5. La Pubblica Amministrazione paga immediatamente i 53 miliardi di debiti con terzi fornitori ancora inevasi (nonostante la condanna della Corte Europea). Ogni nuova fornitura alle P.A. verrà pagata dallo Stato tassativamente entro 15 giorni.

6. Autorizzazione alle aziende ad effettuare iperammortamenti più lunghi di almeno tre anni.

7. Possibilità fino a fine 2012 di compensare ogni e qualsivoglia credito con lo Stato con debiti fiscali e previdenziali.

8. Ogni versamento di imposte e contributi rinvenienti a fine del periodo di sospensione verrà pagato a distanza di un anno e rateizzato in cinque anni.

9. Sospensione di ogni tipo di controllo o autorizzazione amministrativa o incombenza burocratica. Gli unici controlli ammissibili sono quelli sanitari e di sicurezza. Tutte le domande pendenti sono autorizzate. Ogni assunzione è defiscalizzata e decontributizzata. Le cautele e le norme sulla sicurezza informatica sono sospese a discrezione delle aziende. I lavoratori in smart working sono tenuti ad osservare gli stessi orari di lavoro precedenti.

10. Riduzione di tutte le spese correnti dello Stato (tranne interessi) del 10% fino a ricondurre il rapporto debito/PIL al 110%. La misura vale 50 miliardi l’anno. Valutare le opportune eccezioni (scuola, sanità).

11. Riduzione del 25% di tutti gli stipendi pubblici superiori a 5000 euro.

12. Rinvio di 3 anni degli incentivi al phase out delle auto diesel e delle plastic e sugar tax.

PROPOSTE DI POLITICA MONETARIA

1. Emissione di bond italiani speciali con 4 caratteristiche: destinazione esclusiva a residenti; fiscalità nulla presente e futura; vincolo diretto ed assoluto di destinazione (per specifiche infrastrutture, scuole, ospedali, formazione, ecc); detraibilità dell’investimento.

2. Emissione di titoli perpetui e senza rimborso di capitale con tassi interessanti, destinati esclusivamente a residenti; tali bond non avendo rimborso tecnicamente non figurano nel deficit dello stato, se non per la quota di parte corrente, cioè il pagamento degli interessi (tipo proposta Soros).

3. Le emissioni di cui al punto 2 sopra possono essere parzialmente garantite (50%) dalle riserve auree nazionali, pari a 88 miliardi.

4. Reimpatrio delle riserve auree attualmente detenute, senza titolo, dalla Federal Reserve Bank di New York.

5. Abolizione del divorzio Tesoro-Banca d’Italia, con ripristino della possibilità per quest’ultima di intervenire per assorbire eventuali titoli invenduti in asta. Con creazione di apposita agenzia di emissione presso il Tesoro.

6. Garanzia dello Stato, e non dei Confidi, che sono un ente privato, per garantire i prestiti alle aziende; garanzia del 100% e non del 90%. Entrambe le misure velocizzano le istruttorie bancarie e facilitano l’immediata erogazione della liquidità, anche se sotto forma di prestito.

7. Separazione fra banca di credito a breve termine (18 mesi) per finanziare il circolante ed a lungo termine (tramite creazione delle sezioni di credito speciale) per finanziare gli investimenti in capitale fisso. Abolizione dell’uso dei derivati e dei titoli Level 3.

8. Intervento delle Fondazioni bancarie per ricomprare quote delle banche conferitarie.

 

PROPOSTE IN SEDE EUROPEA

1. Emissione dei titoli comunitari (eurobond) con condivisione del rischio solo su nuove emissioni.

2. Ove non possibile utilizzare le risorse MES per ricapitalizzare la B.E.I. che emette i suoi titoli AAA sul mercato e distribuisce agli stati membri (proposta Messina).

3. Utilizzo parziale (ad es. per 10 Miliardi) del MES “light”, controllandone attentamente la condizionalità in maniera di poter accedere, per statuto e con esplicita previsione, alle Outright Monetary Transaction che consentono alla BCE di comprare in maniera illimitata i titoli del paese in oggetto, operando così, finalmente, da prestatore di ultima istanza come una normale Banca Centrale.

4. Rinviare l’applicazione delle norme di Basilea III, EBA sui ratios bancari, sulla classificazione dei Non-Performing Loans e relativi accantonamenti, in quanto pro-cicliche. Disattivane l’applicazione in Italia fino a quando le banche europee procederanno al mark to market dei titoli di Level 3.

5. Istituzione della tassa su conglomerati internazionali che imponga il pagamento delle tasse in proporzione alle vendite nel singolo paese, senza evasione in paradisi fiscali europei.

6. Istituzione dell web tax europea per finanziare, capitalizzare e garantire il recovery Fund, che emetterà obbligazioni comunitarie AAA ed erogherà contributi a fondo perduto e prestiti ai paesi membri in proporzione di 50%-50%.

7. Separazione fra banca commerciale e banca d’investimento.

 

PROPOSTE DI POLITICA ECONOMICA NAZIONALE

1. Istituzione di una banca pubblica per fini di finanziamento di impresa, attraverso la trasformazione della Cassa Depositi e Prestiti in 100 % pubblica, riacquistando il 16% in mano alle fondazioni bancarie oppure modificandone lo statuto per consentire interventi in aziende non necessariamente a ritorno economico immediato (come KFW).

2. Utilizzo del Monte Paschi di Siena, a maggioranza pubblica, oppure del Mediocredito Centrale per fini di finanziamento dello sviluppo, con la creazione delle Sezioni di Credito Speciale, finanziate mediante emissione di apposite cartelle fondiarie.

3. Costituzione, con finanziamento delle banche di cui sopra, di un Fondo di private Equity nazionale, con dotazione di circa 30 miliardi, che effettui degli swap debito per equity con aziende PMI (5-500 milioni di fatturato) per favorirne l’assorbimento del debito e la ricapitalizzazione, con socio pubblico passivo temporaneo (proposta Assonime).

4. Sospendere temporaneamente il codice degli appalti fino alla fine del 2021, creando commissari esecutori con pieni poteri e indenni dalla magistratura (schema Genova) per tutti i cantieri ed opere ferme.

5. Immediato utilizzo per la messa in opera dei cantieri ANAS (20 Miliardi) e FFSS (66 miliardi) stanziati e bloccati creando commissari straordinari i CEO delle due aziende; sbloccare immediatamente 7 miliardi di altri Stati avanzamento lavori fermi, come sopra.

6. Sospensione della legge fallimentare sulla crisi d’impresa, al fine di evitare il fallimento e la bancarotta di migliaia di PMI. Creazione di una legge come il Chapter 11 americano che sostituisca la legge fallimentare.

7. Swap del 2-3% della ricchezza dei cittadini con azioni di un Fondo Nazionale, di circa 300 miliardi, che verrà immediatamente costituito, e che includerà tutti i beni economici, strumentali, diritti e partecipazioni azionarie dello Stato. Quindi non una tassa patrimoniale, ma uno scambio di attività. Il Fondo andrà gestito con criteri di economicità e massimizzandone il risultato, che deve essere positivo e versato ai cittadini proprietari delle quote come dividendi. I proventi dello swap vanno tutti destinati ad abbattere lo stock di debito pubblico.

8. Progressivo riacquisto dei titoli di Stato in possesso di non-residenti e de-listing dal mercato MTS.

9. Rinegoziare i derivati del Tesoro in essere con le Investment Banks.

 

PROPOSTE DI POLITICA SOCIALE

 

1. Utilizzo immediato ed obbligatorio dei percettori del reddito di cittadinanza a lavori di utilità nazionale (in agricoltura, nei cantieri), e sociale (consegna viveri agli anziani, sicurezza davanti alle scuole, accompagno di malati, informatori, ecc.).

2. Abolire temporaneamente la necessità di contrattazione con le sigle sindacali da parte di imprenditori e PMI che debbano mettere dipendenti in CIG. Questo velocizza l’arrivo dei contributi statali agli operai ed impiegati, che altrimenti sono ritardati da discussioni inutili e dannose in questo momento, soprattutto per i destinatari.

3. Semplificazione delle procedure di CIG; ce ne sono 25 diverse introducendo un Ammortizzatore sociale Unico. Impossibile oggi sostenere tali complessità. Copiamo ed introduciamo il sistema di short-term work allowance tedesco, che funziona benissimo.

4. Sussidi non alla CIG ma alle imprese per restare aperte e non licenziare (proposta Draghi, schema Paycheck Protection program americano).

5. Sospensione per 6 mesi degli stipendi a parlamentari, ministri, giudici costituzionali e di cassazione, consiglieri regionali e provinciali, amministratori di aziende pubbliche (proposta del prof. Brian Westbury noto economista supply-side). Peraltro questa misura è già stata posta in essere dal parlamento bulgaro e dal governo neozelandese…

 

PROF. VITTORIO DE PEDYS

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