Il Cavaliere della Pace al Museo Crocetti il 26 Gennaio

Posted on gennaio 6, 2010

il-giovane-cavaliere-della-pacePrendendo spunto dal grande gruppo equestre del Giovane Cavaliere della Pace esposto al Museo Venanzo Crocetti l’associazione culturale M.Arte, presenta il 26 Gennaio il progetto “Il CAVALIERE DELLA PACE” insieme agli Studenti del Liceo Scientifico, Classico e Linguistico “Giangaleazzo Visconti” di Roma.

La giornata si concluderà alle 18:30 con la presentazione del libro Fimmini da parte dell’autore del libro Pietrangelo Buttafuoco.

Il progetto ideato e curato dalle professoresse Mirella Proia e Prof. Giovanna Trapani è stato pensato e creato per coinvolgere i ragazzi con le più svariate espressioni artistiche e culturali, con uno sguardo particolarmente attento ai linguaggi comunicativi della Letteratura, Musica, e della Pittura ed è il naturale proseguimento della manifestazione Universo e Amore tenutasi il 27 Ottobre 2009 sempre al Museo Venanzo Crocetti.

Gli elaborati dei ragazzi, che saranno esposti al Museo per realizzare la mostra d’arte, sono il frutto di un’attività svolta in  classe da diversi mesi per la riuscita del lavoro dei ragazzi è stato importante far circolare i pensieri, capire il passato per conoscere il presente, per far prendere loro consapevolezza e coscienza della tragedia.

Questa Giornata al di “fuori” della scuola è da considerarsi per gli studenti anche un valido input all’incentivazione della produzione artistica, fotografica , poetica e musicale è inoltre un momento creativo di incontro e conoscenza fra gli studenti stessi.

L’invito è anche su Facebook cliccando qui.

Di seguito la recensione del libro “Fimmini” di Paolo Bertollini.

Un tono melodico, infarcito di un ridondante e ritmico lessico, pare volerci trascinare sui sentieri che conducono direttamente a quei tempi in cui il playboy era ancora un amateur, in cui “la storia del mondo si rotolava tra le lenzuola , … tra i flutti schiumosi dell’eros e dell’alta società”, ai tempi di D’annunzio e Rubirosa, dei quali Lapo Elkann e Fabrizio Corona non sono altro che ombre sbiadite. Mi riferisco ai tempi in cui l’amore era epos, lirica e tragedia, non un semplice romanzo di Moccia o una banale storiella fra vampiri; quando l’uomo era Odisseo, e la donna Circe, lui il carcerato e lei l’aguzzina.

Nell’epoca del Fetish e del trasformismo, dove tutto il mondo del femminile è un pezzo di ricambio, una plastica al silicone, la logica dell’uomo è scivolata verso il travestimento: gli uomini sono mezzi maschi, “piazzati in fila boccheggianti di desiderio davanti ai travestiti”, e le signore diventano toniche , roche, ambigue e mascoline. Ma ecco, la profezia augurata da Buttafuoco: “l’irruzione della femmina”, il ritorno di Iside, la dea egizia che sconfigge gli eserciti e annichilisce i nemici, un culto antico che segna la storia del Mediterraneo e perdura sino ai giorni nostri con l’adorazione della Vergine Maria, madre e sposa di Dio. La donna tornerà di moda, dunque: tornerà a mietere vittime a passi di danza. La strada è battuta dal segreto custodito nella schiena sensuale di Nicole Kidman e dal paradigma tutto moderno di Alessia Filippi e Federica Pellegrini, femmine  divenute delfini, “che si fanno inseguire dai maschi cui fanno magiare polvere e schiuma”, emblemi del binomio amore-ginnastica.

La rinascita ha inizio in Sicilia, nella sua Sicilia, la terra di mostri ed eroi, la terra di Scilla e Cariddi e delle belle dee dalla carnagione scura, quella zolla di terra fra il mare e il continente la cui storia è impregnata di Eros e Thanatos, “fra tombe e lenzuola, sudari e velami di oscurità”. La Catania dei silenzi,  delle femmine in cerca di preda,  la città volgare e sporca, violenta e chiassosa, ma fabbrica perpetua  di divine seguaci della Iside del futuro, la santa e la dannata, la vergine e la prostituta; Catania: la città ove alberga la sacra prostituzione e l’eterno gioco ammiccante della seduzione, ecco lo scenario del ritorno al culto delle fimmini.

Un libro oscuro ed enigmatico, una raccolta di pensieri ed aneddoti , segna il ritorno nelle librerie di Pietrangelo Buttafuoco e del suo solito stile ipnotico, che pare voler cullare il lettore fra le pagine che lo compongono. Ritorna, il giornalista di Panorama, in una veste desueta e con un tema differente da quello che lo aveva visto impegnato nel suo grande successo “Le uova del drago” capolavoro contemporaneo dal tono di un epos, un tema non per questo meno caro al pubblico dei suoi lettori: le fimmini, le donne.

Intriganti, artiste della seduzione, contraddittori e volubili esseri  dal fascino ammaliatore, a queste è indirizzata la penna dell’autore: alla diva capricciosa e gentile, la bionda Brigitte Bardot; alla passionale Edda Mussolini, vedova Ciano, cui, fra un bacio e l’altro, il socialista Leonida Bongiorno, sussurra canti dell’Odissea; a Franca Florio, la “Divina” delle opere di D’annunzio; alla Premiere Dame dell’Eliseo, Carla Bruni, stronza e italiana, la rara bellezza, non forgiata da uomini importanti ma procacciatrice essa stessa di fama e potere per chi le giace affianco nel letto.

Questo omaggio al “sesso debole”, che si fa forte in virtù delle sue armi innate, ripropone un disincantato e ironico manuale di seduzione, che fonde la grazia e il savoir-faire di uno scrittore navigato come Buttafuoco, nel fornire preziose indicazioni su come amare, decifrare e conquistare le donne con le tecniche della sua preziosa “galanteria talebana”, quella fatta di mazzi di fiori  e di parole sussurrate al buio. Il flusso intrigante e avvolgente, quasi poetico, delle parole, che adornano questo nuovo volume edito da Mondadori nell’anno appena concluso, non può essere che uno stimolo in più a guardare le donne con occhio diverso, con il rispetto e il reverenziale timore che si deve dinanzi a coloro che hanno e hanno sempre avuto il potere di sottrarci baci e sospiri.

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1 Response

  1. Giovanna Rovetti Pollina
    7 gennaio 2010

    Sono nata in Sicilia, Palermo e vivo a San Francisco California e ho visto Sig. Buttafuoco sulla Rai Parliamo Italiano e mi sono interessata molto nel il conversazione del suo libro.
    Essendo nata ma portata via di Palermo mi sento che sono sempre siciliana. Vorrei capire e sapere della donna siciliana.

    Grazie